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Reati sicurezza e sanzioni interdittive obbligatorie d.lgs 231/01

L’applicazione del D.gs 231/01 ai reati sicurezza (omicidio colposo e lesioni colpose) risale ormai al 2007, con la legge 123, e ad oggi si osservano  importanti effetti nelle aziende. Sono sempre di più i casi in cui a seguito di infortunio con prognosi superiore a 40 gg, oltre all’applicazione di sanzioni a carico di persone fisiche, vengono applicate le sanzioni connesse al D.lgs 231/01 a carico dell’organizzazione.

Al di là delle sanzioni pecuniarie che possono assumere valori molto rilevanti, fino a circa 1,5 mil di euro, sono le sanzioni interdittive a spaventare di più. Ricordiamo che le sanzioni interdittive sono (art 9 comma 2 D.lgs 231/01):

a) l’interdizione dall’esercizio dell’attività;
b) la sospensione o la revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito;
c) il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio;
d) l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l’eventuale revoca di quelli gia’ concessi;
e) il divieto di pubblicizzare beni o servizi.

La sentenza di Corte di Cassazione 42503 del 16/10/2013 afferma “Da tale disposizione si evince che in caso di commissione del delitto di lesioni aggravate dalla violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro, le sanzioni interdittive devono essere applicate obbligatoriamente.”

Se consideriamo la quantità di infortuni con prognosi superiore a 40 gg che avvengono in violazione delle norme di sicurezza e la combiniamo con la sentenza di cui sopra, emerge che moltissime organizzazioni sono a fortissimo rischio di chiusura, proprio a causa delle pesantissime sanzioni interdettive del d.lgs 231/01.

Di questo se ne parla poco e anche gli imprenditori, presi da altri problemi di sopravvivenza, non ne sanno nulla, anche perché finora sono pochi i casi di applicazione del D.lgs 231/01 ai reati sicurezza.

E’ quindi necessario che l’organizzazione si doti di un efficace modello organizzativo per la sicurezza per non incappare nelle sanzioni citate. Non è sufficiente possedere un pacco di carte come molti consulenti suggeriscono, ma serve un modello efficacemente attuato che sia in grado di reggere di fronte ad un giudice.

A questo proposito è interessante l’approvazione da parte del Ministero del Lavoro delle procedure semplificate per l’implementazione dei modelli organizzativi 231 per i reati sicurezza. Ad oggi  non abbiamo ancora visto il decreto. Vi informeremo non appena possibile.

Lisa servizi può aiutarvi in vari modi:

  • l’implementazione  di un modello organizzativo di cui all’art 30 D.lgs 81/08
  • adozione di un sistema di gestione della sicurezza (partendo ad esempio dal nostro modello Easy Gest Safety)
  • reperimento di fondi per finanziare l’attività
  • Con una gestione professionale delle scadenze in ambito sicurezza/Ambiente (ESR)
  • con la nostra partecipazione agli organi di vigilanza di cui al modello 231.
  • Con la formazione in ambito 231
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